DISALLINEAMENTI
Corpi e ruoli che abitano la complessità
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Mettere in crisi l’idea di un corpo “giusto” — produttivo, autosufficiente, materno come si deve, desiderabile secondo le aspettative — è il punto di partenza del dialogo tra Barbara Belzini, Chiara Bersani, Dalila D’Amico e Giulia Traversi, in conversazione con Eleonora Marzani.
Con la presenza di Barbara Belzini e Chiara Bersani
e la partecipazione online di Flavia Dalila D’Amico e Giulia Traversi
Modera Eleonora Marzani
Due libri diversi per forma e voce, uniti da una stessa tensione: mettere in crisi l’idea di corpo “giusto”.
Con “Onoralamadre. Storie dal Paese ricco di madri e povero di figli” (Edizioni Low) Barbara Belzini spoglia la maternità, di ogni retorica e la restituisce alla sua imperfezione. Con “Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip” (Luca Sossella Editore) Chiara Bersani, Dalila D’Amico e Giulia Traversi mettono in discussione la normatività e la gerarchia tra corpi che “funzionano” e quelli che devono continuamente giustificare la propria presenza.
Entrambi i testi smontano un immaginario dominante e aprono uno spazio comune: quello in cui il corpo non è più misura, prestazione o destino, ma campo di esperienza, conflitto e trasformazione.
I LIBRI
AA.VV.
Onoralamadre. Storie dal Paese ricco di madri e povero di figli
a cura di Barbara Belzini
Edizioni Low
Nel Paese della mitologia della maternità, della procreazione come valore patriottico, del dovere alla cura che ti insegue come una cantilena stridente, nel Paese ricco di madri e povero di figli, ecco che piomba questo oggetto narrativo sorprendente: una scatola nera da cui escono voci stonate, diverse, che raccontano la madre egoista che nemmeno ti guarda, la madre bambina a cui devi badare, la madre generale prussiano che ti soffoca, la madre Madonna degli Affanni che ti ricatta. Madri che stridono con la miriade di parole di lode e con le immagini felici che ci compaiono davanti agli occhi a metà maggio. Quando la mamma la si festeggia, appunto. In questi undici racconti le parole ti travolgono, ti cullano, ti ipnotizzano avvolgendoti in una ninnananna composta per farti scivolare dolcemente in un mondo dove la madre è il corpo, la madre è il ventre, la madre è la terra, la madre è una collana di perle che ti rotola in bocca, la madre è l’imperfezione, la madre è l’abominio, la madre è il peccato, la madre a volte non è nemmeno una madre, la madre è fardello, la madre è vergogna, la madre è il genitore sbagliato, l’unico rimasto, e ha potere di vita e di morte, la madre è la misura del tempo. La madre è quella madre che potremmo essere noi. Hanno aderito al progetto Chiara Bersani, Esther Bondì, Giuseppina Borghese, Nadia Busato, Alessandra Carnaroli, Guido Casamichiela, Francesca Manfredi, Carlo Martello, Alessandra Minervini, Stella Poli e Ivano Porpora.
Chiara Bersani, Dalila D’Amico, Giulia Traversi
Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip
Sossella Editore
Prima di ogni cosa. Per un futuro Crip è un carteggio, uno scambio di pensieri, rabbie e pratiche di vicendevole sostegno. Il libro accompagna il processo creativo di due produzioni dell’artista Chiara Bersani Michel-The Animals I Am e Left Behind. Una raccolta di riflessioni sull’abilismo, l’accessibilità e la precarietà nel campo delle arti performative attraverso le prospettive incarnate dell’artista Chiara Bersani, la ricercatrice Flavia Dalila D’Amico e la dramaturg e manager Giulia Traversi. Con la lente crip il testo smonta il mito dell’autonomia, il culto della produttività e la retorica dell’efficienza. Un dialogo che con passione tenta di riscrivere i parametri dominanti e apre lo spazio per una forma diversa di nominare il mondo: un’altra idea di corpo, di cura, di futuro.
Barbara Belzini è giornalista e critica cinematografica. Esperta di didattica del cinema e dell’audiovisivo, scrive per il quotidiano «Libertà» e collabora con l’emittente televisiva dello stesso gruppo editoriale.
Chiara Bersani è una performer e autrice italiana attiva nell’ambito delle Performing Arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. I suoi lavori, presentati in circuiti internazionali, pongono al centro della ricerca il concetto di Corpo Politico. Con Gentle Unicorn, performance inserita nel circuito Aerowaves, vince il Premio UBU come miglior nuova attrice/performer under 35 del 2018 e il Total Theatre Awards dell’Edinburgh Fringe Festival del 2019. Nel 2023 è stata inaugurata Deserters, la prima mostra personale dell’artista presso la Kunsthaus di Basel, in collaborazione con la Gamec di Bergamo, sostenuta dall’undicesima edizione di Italian Council. Nel 2025 debutta con Michel The Animals I am che si interroga sulla trasmissione di un repertorio a corpi non conformi ed è vincitrice del Premio Internazionale ANTI Festival per la Live Art di Kuopio/Finlandia. È co-curatrice insieme a Giulia Traversi della stagione di Spazio Kor, Guest Curator per l’edizione 2025 del festival internazionale di performing arts Bastards (Trondheim, Norway). Fa parte dell’associazione di categoria per artisti con disabilità Al.Di.Qua.Artists. Per il suo impegno come attivista nel 2023 viene nominata ai Black Carpet Awards e ai Diversity Awards. È artista associata di Triennale Milano Teatro 2025-2027.
Flavia Dalila D’Amico è assegnista di ricerca all’Università degli studi Link di Roma. Studiosa e curatrice, i suoi interessi di ricerca si rivolgono alle intersezioni tra corpi, soggettività politiche e tecnologie nel campo delle arti performative. Nel 2022 ha pubblicato il volume Lost in Translation. Le disabilità in scena (Bulzoni Editore) che indaga la relazione tra disabilità e teatro dall’Ottocento a oggi. Nel 2024 pubblica insieme a Diana Ciufo L’accessibilità come principio estetico. Un anno di sperimentazione tra arte, co-Design e social justice, (Bulzoni Editore). Fa parte di Al. Di. Qua. Artists, associazione di categoria per artisti con disabilità. È responsabile di comunicazione dell’artista Chiara Bersani e copy editor per ORBITA|Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza, per cui cura la residenza artistica Creazioni Accessibili volta a favorire la sperimentazione di formati e linguaggi performativi attraversabili dalla comunità cieca e ipovedente.
Giulia Traversi è curatrice e dramaturg nell’ambito delle Performing Arts. Nel 2014 lavora come organizzatrice presso la NID platform, la piattaforma della danza italiana in collaborazione con La Fondazione Toscana Spettacolo. Ha lavorato come ufficio promozione del Teatro Era di Pontedera – Teatro Nazionale della Toscana, ha curato la rassegna Maps to the stars presso il Cinema Lumiere di Pisa. Attualmente è manager di Chiara Bersani, Doris Uhlich, Giorgia Ohanesian Nardin e Gianmaria Borzillo. Nel 2025 è stata guest curator insieme a Chiara Bersani al festival internazionale Bastard a Trondheim in Norvegia. È co-direttrice artistica con Chiara Bersani del teatro Spazio Kor ad Asti, responsabile accessibilità e danza del Teatro Mercadante di Cerignola e presidente dell’Associazione Teatro di Buti. Insegna promozione e comunicazione degli eventi culturali all’Università di Pisa, dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere.
Eleonora Marzani è artista, formatrice e ricercatrice nelle arti performative e visive.
Questo evento fa parte di Pulcheria 2026 – Corpi Celesti, festival che osserva e racconta il femminile attraverso teatro, cinema, musica, poesia, parole. Uno spazio plurale di pensiero, esperienza e trasformazione che mette in connessione linguaggi e generazioni per immaginare nuove orbite condivise.
Pulcheria è promosso dal Comune di Piacenza in coprogettazione con Favellarte APS e la direzione artistica di Samantha Oldani.
Con il contributo di Fondazione di Piacenza e Vigevano.
Questo evento è in collaborazione con




